Ovvero: come costruire un'analisi del collasso russo senza leggere un dato di Rosstat, del FMI o della Banca Mondiale
Dunque. Marco Setaccioli ha scritto un lungo articolo sulla Russia sull'orlo del baratro. Fonti prestigiose, Fortune, The Guardian, The Economist, openDemocracy, tutte rigorosamente anglofone, tutte rigorosamente allineate sulla narrativa del collasso imminente russo. Peccato che l'economia russa, evidentemente, non legga The Guardian. E che i dati del 2025 raccontino una storia piuttosto diversa.
I DATI 2025 CHE SETACCIOLI NON CITA
Setaccioli dice che la Russia è "sull'orlo della recessione". Vediamo i numeri reali del 2025.
PIL russo 2025: il rallentamento è reale. Più 1,4% nel primo trimestre, più 1,1% nel secondo, più 0,6% nel terzo. La stima annuale di SberCIB è attorno allo 0,7%, in forte calo rispetto al più 4,3% del 2024. Il FMI ha rivisto al ribasso la previsione a 0,6%. La Banca Mondiale stima 0,9%.
Attenzione però: lo 0,7% di crescita è lo stesso ordine di grandezza della crescita italiana del 2024. L'economia russa nel 2025 cresce quanto cresceva l'Italia in tempo di pace, senza sanzioni, senza guerra. Chiamarla collasso è semplicemente falso.
PIL nominale russo 2025 secondo il FMI: circa 2.541 miliardi di dollari, nona economia mondiale, davanti a Canada e Brasile. In PPP è la quinta economia del pianeta. Non quella di un paese piccolo quanto la Spagna.
Disoccupazione russa secondo Rosstat: 2,1% a novembre 2025, minimo storico. A marzo 2026 risalita a 2,2%. Meno della metà del livello pre,pandemia del 4,8%. In Italia siamo al 5,7%.
Salari nominali secondo Rosstat: più 14,4% nei primi otto mesi del 2025, salari reali cresciuti del 4,4%. Inflazione 2025 chiusa al 5,59%, in netto calo dal 9,52% del 2024 e al di sotto delle previsioni della Banca Centrale che stimava 6,5,7%.
COSA STA SUCCEDENDO DAVVERO: LA LETTURA MMT
Il rallentamento del 2025 ha cause precise che Setaccioli non nomina perché farebbero crollare la sua narrativa.
La Banca Centrale russa ha mantenuto i tassi d'interesse al 21% per i primi sei mesi del 2025, poi li ha tagliati progressivamente fino al 16,5% a dicembre. Ventuno per cento. È la cura monetarista applicata all'inflazione da domanda di guerra: esattamente quello che la BCE ha fatto in Europa nel 2022,2023, con gli stessi effetti, raffreddamento dell'economia, credit crunch, stagnazione.
In termini MMT: uno Stato che emette la propria moneta può finanziare la spesa militare senza limiti finanziari. Il vincolo è reale: manodopera, materie prime, capacità produttiva. Quando la spesa pubblica in deficit fa girare l'economia a pieno regime arriva l'inflazione. La risposta della Banca Centrale russa è stata alzare i tassi al 21%, togliendo ossigeno all'economia civile. Il risultato è esattamente quello che la teoria prevedeva: crescita che frena, settori civili in contrazione. Non è il collasso del regime. È la politica monetaria restrittiva che funziona.
IL POWER OF SIBERIA 2: UNA TRATTATIVA, NON UN DISASTRO
Setaccioli racconta che il summit Putin,Xi è stato un disastro perché la Cina non ha firmato il gasdotto Power of Siberia 2. "Brutale asimmetria". Curioso. Perché gli scambi commerciali russo,cinesi nel 2024 hanno raggiunto 245 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto al 2021. La Cina rappresenta oggi oltre il 30% del volume totale degli scambi russi. Non firmare un gasdotto in un singolo summit è normale diplomazia commerciale, non catastrofe esistenziale.
LA TRAPPOLA DEL CONFIRMATION BIAS
Setaccioli cita Fortune, The Guardian, The Economist, openDemocracy. Tutte fonti favorevoli alle sanzioni e interessate a raccontare che funzionino. Il FMI nel World Economic Outlook dell'ottobre 2025 ha stimato crescita positiva per la Russia nel 2025, 2026 e 2027. L'Atlantic Council, che certo non è amico di Putin, scrive nero su bianco: "L'economia russa non è collassata, ma il Cremlino ha cominciato ad affrontare i trade,off che aveva rimandato." Non è il collasso di Setaccioli. È un'economia che rallenta per effetto della politica monetaria, esattamente come prevedono i modelli macroeconomici standard.
LA DOMANDA CHE NESSUNO FA
Se le sanzioni funzionano così bene, perché l'economia europea nel 2024 è cresciuta dello 0,4% mentre quella russa cresceva del 4,3%? Perché la Germania è entrata in recessione tecnica? Perché le bollette energetiche europee sono rimaste il doppio dei livelli pre,guerra? Le sanzioni non hanno fermato la Russia. Hanno però ridisegnato i flussi commerciali mondiali a favore della Cina e accelerato la de,industrializzazione europea.
CONCLUSIONE: IL BARATRO AGGIORNATO AL 2025
Il 2025 ha portato un rallentamento reale: da più 4,3% a circa più 0,7%. La causa principale è la politica monetaria ultra,restrittiva con tassi al 21%, non il collasso delle sanzioni. Il mercato del lavoro rimane il più teso della storia russa. I salari reali continuano a crescere. L'inflazione ha frenato chiudendo al 5,59%.
Non un baratro, non un collasso, ma un'economia militarizzata che rallenta perché la sua banca centrale stringe il credito. Esattamente quello che succede in qualsiasi economia quando si alzano i tassi al 21%.
Raccontarlo richiederebbe leggere Rosstat. E capire la differenza tra rallentamento ciclico e collasso strutturale. Due cose evidentemente non alla portata di tutti.
Olindo Cervi, che non scrive su nessun giornale importante ma almeno scarica i dataset prima di parlare di baratri
Fonti: Rosstat, Banca Mondiale, FMI World Economic Outlook ottobre 2025, SberCIB Investment Research, Atlantic Council, Trading Economics, Bank of Finland Institute for Economies in Transition, Levada Center, Banca Centrale della Federazione Russa
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