martedì 19 maggio 2026

il Professor Monacelli, la Cina e la Bocconi

PROFESSOR MONACELLI, LA CINA HA LETTO IL SUO TWEET E NON SI È MESSA A RIDERE

Ovvero: quando il più grande importatore di petrolio al mondo decide che il prezzo della benzina lo decide lui, e non "il mercato"

Il Professor Tommaso Monacelli della Bocconi, che a quanto pare viene pagato per spiegarci l'economia, ha formulato la sua Regola Numero 1. Una regola assoluta. Inderogabile. Scritta col maiuscolo, come si conviene alle tavole della legge:

"A rincari energetici NON si reagisce con sussidi."

"Non si soffia su domanda quando il prezzo elevato è sintomo di eccesso di domanda."

"È come spegnere il fuoco con la carta."

Bellissimo. Folgorante. Peccato che qualcuno si sia dimenticato di spiegarlo alla Cina.

IL CASO CHE IL PROFESSOR MONACELLI PREFERISCE IGNORARE

La Cina è il più grande importatore di petrolio al mondo. Non il secondo. Non il terzo. Il primo, con oltre 500 milioni di tonnellate di greggio importate l'anno. Quando il prezzo del petrolio sale sui mercati internazionali, la Cina dovrebbe, secondo la Regola Numero 1 del Professore, lasciare che il prezzo della benzina alla pompa salga, scoraggiare la domanda, e far funzionare la magia del mercato.

Invece la Cina ha fatto una cosa diversa. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma — l'ente statale cinese che pianifica i prezzi — ha semplicemente fissato un tetto al prezzo dei carburanti alla pompa. Punto. Il governo decide quanto costa la benzina. Gli automobilisti cinesi pagano quello che il governo stabilisce. Il mercato, in questo caso, può aspettare.

Come chiamerebbe il Professor Monacelli questa politica? Probabilmente: "Errore madornale. Eccesso di domanda garantito. Fuoco spento con la carta."

Come chiamerebbe invece il risultato? Perché quello è il punto: la Cina continua a crescere, le sue imprese continuano a produrre, i suoi lavoratori continuano ad andare al lavoro, e nessuno è stato costretto a scegliere tra fare benzina e comprare da mangiare.

LA REGOLA CHE IL PROFESSORE NON CONOSCE: CHI EMETTE LA MONETA DETERMINA I PREZZI

Il punto che la Regola Numero 1 ignora completamente è questo: il monopolista della moneta lo Stato, la banca centrale, il governo con i coglioni, ha sempre la capacità di determinare i prezzi se lo desidera. Non è fantascienza. Non è economia eterodossa. È quello che fanno gli Stati ogni volta che decidono che il mercato sta producendo un risultato socialmente inaccettabile.

Quando il governo cinese dice "la benzina costa X yuan al litro", la benzina costa X yuan al litro. Fine. Il mercato del petrolio internazionale può fare quello che vuole: Pechino decide cosa pagano i suoi cittadini. Questo è il potere dello Stato come monopolista della propria valuta e come fissatore dei prezzi amministrati.

Il problema dell'inflazione energetica del 2021-2023 in Europa non era che i governi avevano sussidiato troppo esattamente come suggerisce Monacelli di NON fare. Il problema era che l'Europa aveva deciso di non fissare un tetto al prezzo del gas e dell'energia, lasciando che il mercato — già distorto, già speculativo, già dominato da pochi grandi operatori — si regolasse da solo.
Risultato: bollette triplicate, inflazione alle stelle, famiglie in difficoltà.

L'ECCESSO DI DOMANDA CHE NON C'ERA

Ma torniamo alla diagnosi del Professore. L'inflazione energetica è sintomo di eccesso di domanda.
Se sussidio la domanda, la domanda aumenta, i prezzi salgono ancora.

Peccato che nel 2021-2023 non ci fosse nessun eccesso di domanda di petrolio. C'era una riduzione dell'offerta: la guerra in Ucraina aveva tagliato le forniture di gas russo, i paesi OPEC avevano ridotto la produzione, le catene di approvvigionamento erano ancora distorte dalla pandemia. Era inflazione da offerta, non da domanda. Lo dicevamo qui su questo blog già allora. Lo dicono oggi anche i ricercatori mainstream che si sono degnati di guardare i dati.

Somministrare la cura da "eccesso di domanda" a una crisi da "carenza di offerta" è come prescrivere diuretici a qualcuno che è disidratato.
Non cura niente.
Peggiora la situazione.

Eppure il Professore una domanda non se la fa mai: ma questa crisi è davvero da eccesso di domanda? 
Dà per scontato che lo sia fissa la diagnosi prima di visitare il paziente.
Poi prescrive la terapia e si stupisce se il paziente peggiora.

LA DOMANDA FINALE, PROFESSOR MONACELLI

Le pongo qualche domanda semplice, da uomo senza titoli della Bocconi.

Se il rincaro energetico è causato da speculazione finanziaria sui mercati a termine,che gonfia il prezzo della benzina ben al di là del costo reale di estrazione e raffinazione, alzare i tassi e tagliare i sussidi riduce la speculazione o la incentiva?

Se il rincaro energetico è causato da un monopolio di fatto delle compagnie petrolifere che incassano profitti record mentre le famiglie stringono la cinghia, tassare quei profitti è "soffiare sul fuoco" o è redistribuire?

Se lo Stato cinese può fissare il prezzo della benzina e la Cina continua a funzionare, perché lo Stato italiano non potrebbe fare lo stesso, almeno temporaneamente, per proteggere famiglie e imprese da uno shock esogeno?

Queste domande non hanno risposta nella Regola Numero 1, perché la Regola Numero 1 non è stata scritta per rispondere alle domande difficili ma è stata scritta per avere sempre una risposta semplice da twittare.

Olindo Cervi — che non ha la Bocconi ma sa che il più grande importatore di petrolio al mondo ha deciso che il prezzo della benzina lo decide lo Stato, non il mercato.

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