Ovvero: la letterina d'amore della Lagarde, il Premio Carlo Magno a Draghi, e quel fastidioso dettaglio dei bambini morti in Grecia che ad Aquisgrana nessuno ha ricordato.
Care lettrici e cari lettori, prendetevi un caffè forte.
Anzi, prendetevi direttamente la bottiglia di amaro, perché oggi dobbiamo commentare la letterina che Christine Lagarde ha scritto a Mario Draghi in occasione del Premio Carlo Magno. Un testo che farebbe impallidire una serenata di Gigi D'Alessio, ma con più spread e meno sentimento vero.
La presidente della Banca Centrale Europea si è commossa. Ha sciorinato un panegirico che recita più o meno così: “Caro Mario, hai risposto alla chiamata quando serviva di più. Il tuo whatever it takes ha reso l'euro irreversibile. Hai fatto emergere l'Europa più forte. Sei un vero statista europeo.”
Mentre leggevo, mi è venuta in mente una scena.
Un tizio viaggia in autostrada contromano, riesce miracolosamente a schivare tutti, si ferma un metro prima del burrone, scende dall'auto e la folla lo acclama: "Eroe! Hai salvato la patria!".
Ecco, il Premio Carlo Magno a Super Mario è esattamente questo.
Solo che l'autostrada contromano l'aveva imboccata lui stesso (o la sua istituzione), e nel frattempo ha investito qualche pedone. Ma ad Aquisgrana erano tutti troppo eleganti per parlarne.
La chiamata: rispondere quando il paziente è già in coma
Proviamo a tradurre la letterina dal banchiere-centrico all'italiano corrente, usando quel po' di lenti MMT che abbiamo a disposizione.
“Hai risposto alla chiamata quando serviva di più” significa: hai aspettato che la Grecia venisse rasa al suolo, che la Spagna toccasse il 25% di disoccupazione, che l'Italia venisse umiliata dalla letterina della BCE del 2011 (firmata da un altro, ma la ditta è la stessa), e che mezzo continente finisse in depressione per colpa di regole fiscali scritte da sadici contabili. Solo quando il fuoco è arrivato a lambire i BTP, cioè i titoli che tengono in piedi il castello di carte delle banche francesi e tedesche, solo lì Mario ha sentito la vocazione. Un po' come i Ghostbusters, ma quelli arrivavano subito. Draghi è arrivato quando il palazzo era già stato giudicato inagibile, e solo perché stavano bruciando anche gli attici dei piani alti.
L'irreversibilità: quando un discorso vale più di uno Stato
“Il tuo whatever it takes ha mostrato che l'euro è irreversibile” è il passaggio comico più alto, signori. L'euro è irreversibile perché un giorno un banchiere centrale si è alzato, ha messo la giacca di Brioni, è andato a Londra e ha detto quattro parole magiche.
Capite la potenza? Non servono politiche fiscali comuni. Non serve una garanzia di piena occupazione. Non serve uno Stato che spende la sua moneta per i suoi cittadini. No. Basta un discorso.
È come se io vi dicessi: "Casa mia è antisismica". "Ah sì, e come mai?" "Perché l'ho detto, con enfasi, in un convegno a Londra." E la cosa incredibile è che il mondo intero gli ha creduto.
L'eurozona, ha creato un sistema in cui i Paesi membri diventano ostaggi dei mercati, come il più instabile dei Paesi in via di sviluppo con debito in valuta estera.
Il whatever it takes non è stato un colpo di genio della statualità europea. È stata l'ammissione implicita che il sistema è un cannone puntato alla tempia dei popoli, e che la BCE ha il potere di abbassare il grilletto o meno a seconda dell'umore.
Nel 2011 ha premuto il grilletto (con tassi alzati in piena crisi del debito, ricordate Trichet?).
Nel 2012 Draghi ha deciso di togliere il dito. E per questo gli diamo il Carlo Magno. Magnifico.
La vera irreversibilità che non vi raccontano
L'euro non è diventato irreversibile con un discorso ma è diventato una gabbia irreversibile per le politiche pubbliche.
Per salvare la moneta unica, avete blindato l'austerità nei Trattati.
Avete inventato il Fiscal Compact, il MES, il Two-Pack, il Six-Pack.
Un'orgia di regole che impediscono a uno Stato di spendere per assumere infermieri, ma permettono alla BCE di immettere migliaia di miliardi a tasso zero per le banche private.
Whatever it takes è stato il salvagente per la finanza, ma per i lavoratori è rimasto il whatever: qualunque cosa, purché non vi venga in mente di alzare i salari o finanziare la sanità pubblica.
La Lagarde ora piange di gioia perché "l'Europa ne è uscita più forte".
Più forte per chi, Christine?
Per un rider di Barcellona? Per un infermiere di Napoli? Per una cassaintegrata di Atene?
O più forte per BlackRock, che nel frattempo ha comprato mezza Europa a prezzi di saldo grazie alla distruzione della domanda aggregata che voi stessi avete scientemente orchestrato?
E ora arriviamo al punto.
Il punto che Christine nella sua letterina omette con la grazia di un elefante in una cristalleria. Il punto che trasforma questa farsa in un atto d'accusa.
Quello che Christine non dice: la Grecia e l'ELA
Perché se volete sapere cos'è veramente il coraggio di Mario Draghi, dovete andare a chiederlo in Grecia.
Non ad Atene, ai ministri ma dovete andarlo a chiedere nei reparti pediatrici di Salonicco, negli ambulatori di Patrasso, nelle case delle famiglie che nel 2015 hanno pianto un bambino mai nato o morto prima di poter parlare.
Nel 2015 la Grecia, già in ginocchio dopo cinque anni di cure lacrime e sangue imposte dalla Troika, elegge un governo che ha l'ardire di dire: "Forse il paziente non può essere curato dissanguandolo". Il governo Tsipras, con Yanis Varoufakis ministro delle Finanze, prova a mettere sul tavolo una parola che a Francoforte suona come una bestemmia in chiesa: ristrutturazione del debito.
La risposta della BCE non fu un negoziato ma fu un ultimatum per interposta banca.
Draghi chiuse i rubinetti dell'ELA, l'Emergency Liquidity Assistance, cioè il prestito di emergenza che teneva in vita le banche greche. Senza quella liquidità, le banche non possono aprire gli sportelli. Lo Stato greco è costretto a imporre il capital control e a chiudere le banche a chiave.
I cittadini possono prelevare 60 euro al giorno. Sessanta. Nemmeno il costo di una visita specialistica privata. Le imprese non possono pagare i fornitori esteri. Il sistema sanitario, già devastato dai tagli, va in tilt perché mancano i soldi per importare medicinali salvavita. Ed è qui che accade l'irreparabile.
La mortalità infantile, che in un Paese civile dovrebbe scendere tendenzialmente a zero, si impenna. Non sto esagerando. Ci sono studi accademici, pubblicati su riviste peer-reviewed, che dimostrano come dopo il 2010 la Grecia abbia visto un aumento significativo dei nati morti e della mortalità neonatale e infantile. Un'inversione di tendenza che in Europa non si vedeva da decenni. La causa? L'austerity imposta con il cappio al collo, e poi stretta fino allo strangolamento proprio da quegli strumenti che la BCE maneggia come un bisturi senza anestesia.
La BCE è l'emittente monopolista dell'euro. Non ha mai un problema di liquidità. Può creare euro premendo un tasto. La chiusura dell'ELA non fu una necessità tecnica. Fu una decisione politica deliberata, presa da un organo non eletto, contro un governo eletto, usando come arma di distruzione di massa la valuta che dovrebbe "servire" i cittadini europei.
Fu terrorismo monetario e una decisione consapevole, presa nel silenzio ovattato di una riunione del Consiglio direttivo, che si tradusse in una condanna umanitaria immediata per i più fragili.
Allora torniamo alla domanda che sorge spontanea: come dobbiamo chiamare uno che, per imporre una linea politica (perché di questo si trattava: piegare un governo democraticamente eletto), decide di affamare di liquidità un intero Paese, sapendo perfettamente che a pagare il prezzo più alto sarebbero stati i poveri, i malati cronici, le donne incinte e i neonati?
"Banchiere" è un eufemismo. È come chiamare "dispettoso" uno che ti taglia i freni della macchina. "Statista", poi, è una bestemmia.
Se applicassimo le stesse categorie che usiamo per i crimini contro l'umanità – dove la privazione deliberata di mezzi di sussistenza essenziali per sottomettere una popolazione rientra tra gli atti perseguibili – forse dovremmo smetterla di parlare di "tecnocrati che sbagliano" e iniziare a parlare di responsabilità individuali per la morte di innocenti.
"Criminale" è una parola forte.
Ma se guardiamo ai corpi, ai bambini mai nati o morti prima di poter parlare, alle cure negate, è l'unica parola che abbia un peso specifico pari alla realtà.
Tutto il resto – "statista", "banchiere", "tecnico", "premio Carlo Magno" – è maquillage per necrologi scritti da chi non ha mai messo piede in un ospedale di Salonicco nel 2015.
Il colmo della commedia
Il bello, si fa per dire, è che lo stesso Mario, anni dopo, da premier italiano, si è trovato a che fare con i nodi strutturali dell'eurozona che lui stesso, quando era a Francoforte, aveva contribuito a stringere come un cappio. La storia non è ironica, è sadica.
E il premio porta il nome di Carlo Magno. Il tizio che ha forgiato un impero con la spada, l'omelia e l'accentramento del potere. Almeno lui, per mettere insieme mezza Europa, non ha avuto bisogno di strangolare l'economia della sua periferia fino ad ammazzarne i bambini. L'ha conquistata, ci ha messo un po' di monaci amanuensi, e via. Voi invece avete creato un Sacro Romano Impero della Deflazione, dove il re è un banchiere centrale che parla per enigmi e usa la liquidità come arma di ricatto, e la regina Christine scrive letterine d'amore come una quindicenne su Tumblr mentre sorvola le fosse comuni della Troika.
Conclusione: la medaglia al re nudo
Cara Christine, grazie per averci ricordato cosa significa davvero "statualità europea": avere il potere di distruggere e ricostruire a piacimento, e poi farsi applaudire dagli amici nella cattedrale di Aquisgrana. La tua letterina è un gioiello di ipocrisia che incornicia perfettamente la tragedia di questa generazione.
Noi, nel nostro piccolo blog eretico, continuiamo a pensare che l'euro sarebbe stato "irreversibile" fin dall'inizio se solo aveste permesso alla BCE di agire come una vera banca centrale, finanziando direttamente la spesa fiscale per la piena occupazione, invece di obbligare intere nazioni a elemosinare credito sui mercati e poi punirle con la fame di liquidità quando osavano dissentire.
Godetevi il premio, Mario. Dopotutto, convincere un intero continente che il vostro piromane è in realtà il pompiere capo, e che il ricattatore è uno statista, richiede un talento sopraffino. Un talento che evidentemente possiedi, visto che Christine si commuove e il mondo applaude.
E tu, Christine, conserva quella lettera. Un giorno, quando l'eurozona imploderà per davvero sotto il peso delle sue assurdità, potremo leggerla insieme. E sarà uno dei più bei monologhi comici della storia economica. Anche se, a dire il vero, per chi in Grecia ha perso un figlio, la commedia è già finita da un pezzo.
Restiamo vigili. E ricordiamo sempre: il Whatever It Takes è il riconoscimento che il re è nudo.
Solo che invece di vestirlo, gli avete messo una medaglia e il sangue sulle mani, evidentemente, non macchia lo smoking.
Olindo Cervi
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