Questo professorone pieno di TITULI scrive questo post
Per smentire quello che il professorone sta affermando con sicurezza, basta citare i numeri degli Stati ove le ferrovie sono controllate dallo Stato in quanto infrastrutture strategiche che, in un mondo normale, i privati non dovrebbero gestire.
Due Stati a caso che hanno realizzato importanti infrastrutture ad alta velocità a controllo assoluto statale.
La Cina è la Russia.
Vediamo di riportare la discussione sui binari della realtà, perché qui non si tratta di opinioni ma di numeri facilmente verificabili.
Il nostro professorone sostiene che la liberalizzazione in Italia abbia portato "prezzi più bassi".
Più bassi di cosa?
Il paragone non è con il passato, ma con il mercato globale ed è qui che la balla colossale prende forma.
Prendiamo la spina dorsale dell'alta velocità mondiale:
1. Italia vs Cina (l'alta velocità più estesa al mondo)
· Pechino - Shanghai (1.318 km): Circa 60€ a tariffa piena in 2ª classe (circa 4 ore e mezza di viaggio) .
· Roma - Milano (circa 570 km): In un giorno feriale medio, Italo e Frecciarossa viaggiano tra i 55€ e i 90€ (in Standard/Economy).
Il costo al chilometro in Italia è drammaticamente più alto, spesso più del doppio o triplo rispetto alla tariffa piena cinese .
2. Italia vs Russia
Ok, la Russia non ha un'alta velocità paragonabile sulla lunga distanza, ma ha il "Sapsan" sulla tratta Mosca - San Pietroburgo (circa 650 km). Anche qui, con le tariffe dinamiche, la forbice è ampia, ma le offerte partono spesso da cifre irrisorie sotto ai 10 euro.
Il prezzo base italiano parte molto più in alto.
Il "metodo" del disinformatore:
Citare i dati a spot come "150 treni nuovi" e la frequenza Milano-Roma è il classico specchietto per le allodole.
La frequenza è altissima? Vero.
Ma questo non rende automaticamente i prezzi bassi se confrontati con il resto del mondo.
Anzi, la ricerca RAILMARKET.com ha certificato che proprio l'Italia è il paese dove il viaggio in treno incide di più sullo stipendio medio (lo 0,45% del reddito mensile per la tratta Roma-Milano), superando persino la costosissima Svizzera in termini di impatto reale sulle tasche dei cittadini .
Conclusione: In Italia i prezzi sono scesi rispetto al monopolio di 15 anni fa?
Forse, in alcune fasce promozionali.
Ma definire il nostro sistema "più economico" usando il mondo come metro di paragone è una disinformazione talmente colossale che nemmeno Transsiberiana riuscirebbe a coprirne la lunghezza .
Per concludere, ricordo che la Cina costruisce reti AV che attraversano deserti e montagne a costi al chilometro che in Occidente ci sogniamo. Ma questa è un'altra storia... forse il nostro esperto dovrebbe prendere un treno per Pechino e studiare, anziché twittare.
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