domenica 7 giugno 2026

IL PROFESSOR BECCHETTI E LA VILLA CON I PANNELLI SOLARI

Leonardo Becchetti, economista di lungo corso e commentatore instancabile su X, ci ha regalato uno di quei post che circolano tra i radical chic come prova schiacciante della superiorità morale dell'auto elettrica. Il ragionamento è semplice, i numeri sono tondi, la conclusione è trionfante. Peccato che fotografa il mondo dalla finestra della sua villa con tettoia e pannelli solari, dimenticando che l'Italia è un Paese di condomini.
Becchetti calcola che con un'auto termica a benzina si spendono 14 euro ogni 100 km, contro i 3 euro di una Tesla caricata a casa a 0,20 €/kWh. Il risparmio è reale. Ma il problema non è il calcolo: è la premessa. "Carico a casa" presuppone di avere una casa con garage, un contatore dedicato e un posto dove installare una wallbox. Presuppone, in sostanza, di non essere la maggioranza degli italiani.

LA REALTÀ DEI CONDOMINI
L'Italia è un Paese dove la quota predominante della popolazione urbana vive in condomini, spesso costruiti tra gli anni Cinquanta e Ottanta, privi di garage privati, con i residenti che parcheggiano in strada o in cortili comuni senza alcuna infrastruttura elettrica. Per costoro, il confronto dei costi cambia radicalmente.
Chi non ha un garage privato e deve ricaricare in pubblico si trova a fare i conti con un mercato molto meno amichevole di quello immaginato dal professore. La ricarica pubblica rapida arriva in media a circa 0,85 euro al kWh, contro i 0,13 euro del PUN per la ricarica domestica.
Octopus Electroverse (https://electroverse.com/it-IT/community/ev-blogs-and-guides/quanto-costa-ricaricare-l-auto-elettrica-in-italia-).
Anche prendendo le colonnine in corrente alternata, più lente, il costo si aggira intorno a 0,65 euro al kWh. 
Al Volante
(https://www.alvolante.it/da_sapere/ricarica-auto-elettrica-confronto-costi-auto-benzina-409771)
Facciamo il conto che Becchetti si è dimenticato di fare.
Con un consumo di 11,4 kWh per 100 km (i dati del professore), i costi per 100 km diventano:
- Ricarica domestica con pannelli solari (scenario Becchetti): 0,00 euro
- Ricarica domestica da rete (scenario lavoratore dipendente con garage): circa 2,30 euro
- Colonnina pubblica AC (scenario condominio con posto auto in cortile): circa 7,40 euro
- Colonnina pubblica rapida DC (scenario città senza posto fisso): circa 9,70 euro
Il confronto con la benzina (14 euro per 100 km) diventa assai meno impressionante quando si esce dalla villa del professore e si entra nel cortile di un condominio popolare di Torino o Napoli. Con la ricarica rapida, il risparmio scende a circa 4 euro per 100 km, già ben diverso dalla narrazione di partenza. Con la colonnina AC siamo a 6,60 euro di risparmio teorico, che però non tiene conto di un dettaglio fondamentale: il tempo.

IL PROBLEMA CHE NESSUNO VUOLE NOMINARE
Chi vive in condominio senza garage non può ricaricare lentamente di notte mentre dorme. Deve portare l'auto a una colonnina pubblica, aspettare o tornare a riprenderla, sperare che sia libera e funzionante. L'Italia conta su oltre 64.000 punti di ricarica a uso pubblico, con un incremento del 27% rispetto all'anno precedente, [Elettrico per tutti](https://elettricopertutti.it/prezzi-colonnine-elettriche/) ma la distribuzione sul territorio è tutt'altro che uniforme: si concentra nelle grandi città del Nord, mentre il Sud e i centri minori restano largamente scoperti.
Chi volesse installarsi una wallbox in condominio, poi, scopre un percorso a ostacoli tutto italiano. Il costo complessivo di wallbox più installazione si colloca spesso tra 1.000 e 2.400 euro più IVA, con prezzi più alti nei condomini soggetti alla normativa antincendio dei Vigili del Fuoco. [Pony Power](https://ponypower.it/blog/wallbox-a-casa-costi-tempi-2026/) A cui si aggiunge il costo del progetto tecnico obbligatorio, che in alcuni casi ha raggiunto i 1.200 euro più IVA e contributi, con punte di 2.500 euro solo per la parte progettuale. [Forum Sui Veicoli 100% Elettrici](https://www.forumelettrico.it/forum/costi-per-installazione-wallbox-in-condominio-t38043.html)
Ammesso che si riesca a ottenere l'approvazione dell'assemblea condominiale, che si trovino i fondi per l'installazione e che il condominio sia tecnicamente idoneo, siamo già a un esborso iniziale di 2.000-4.000 euro prima ancora di aver caricato la macchina una volta. Il bonus statale, teoricamente generoso, ha una finestra operativa limitata e, per quanto riguarda le spese del 2024, si è chiuso a maggio 2025 ed è stato accuratamente poco pubblicizzato. [CasaCondominio](https://www.casacondominio.net/colonnine-auto-elettriche-in-italia-dati-costi-e-incentivi-2025/)

LA LEZIONE MMT CHE BECCHETTI NON CONOSCE
Qui entra in gioco la questione politica vera. La transizione energetica è presentata come un processo spontaneo di mercato, guidato dai prezzi relativi e dalle scelte individuali. Ma i prezzi relativi che rendono conveniente l'elettrico, per chi li sperimenta davvero, dipendono interamente da chi ha già accumulato un patrimonio immobiliare: il proprietario della villa con pannelli solari paga zero per la ricarica e incassa anche gli incentivi sul fotovoltaico. Il conduttore di un appartamento in affitto in periferia, che paga l'auto a rate e la carica alla colonnina sotto casa quando è libera, paga quasi quanto la benzina.
L'auto elettrica, nella formulazione attuale delle politiche pubbliche italiane, è un bene il cui costo operativo reale dipende in modo diretto dalla ricchezza patrimoniale pregressa. Uno strumento di redistribuzione al contrario: lo Stato sussidiava i pannelli solari dei proprietari di ville, ora sussidierà le wallbox nei garage dei proprietari di box. Il lavoratore dipendente in affitto nel condominio anni '70 è invitato ad aspettare che "il mercato maturi".
Nel 2035, quando la vendita di auto nuove a benzina sarà vietata per decreto europeo, chi non si potrà permettere la villa con i pannelli solari non comprerà l'auto col fischio. Comprerà l'auto usata a benzina del 2034, l'ultima prodotta, a un prezzo gonfiato dall'eccesso di domanda. Oppure non comprerà niente, e prenderà l'autobus, sempre che esista ancora una linea che passa da dove abita.
Il professore Becchetti potrà twittare soddisfatto dalla tettoia solare.
Olindo Cervi, che non ha la Bocconi ma i conti li sa fare anche senza pannelli solari

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